In questo articolo vogliamo cominciare a introdurre un argomento a noi molto caro, la Relazione Consapevole.  Ovvero la pratica della interdipendenza (Sorgere Dipendente) applicata dei contesti personali, sociali e nelle organizzazioni.

Per definire il contesto della Relazione Consapevole, esploreremo alcune risonanze e analogie Fra :

  • Il concetto di Interdipendenza
  • La Teoria Generale dei Sistemi
  • Le Organizzazioni

Introduzione

Le organizzazioni, in qualunque forma si presentino  (Imprese, cooperative, PA, enti, scuole, associazioni etc. etc.) sono sistemi complessi basati sulle numerose relazioni esistenti tra molteplicità eterogenee di parti e componenti. Persone, Gruppi, Eventi e fenomeni.  Nella nostra attività professionale, e nella nostra vita privata attraverso attività sociali di diverso tipo, viviamo moltissime ore al giorno in contesti, finalizzati a uno o più scopi (Organizzati), fatti di interazione con gli altri e con i diversi contesti. Siamo costantemente immersi nella bellezza della relazione . Al tempo stesso siamo spesso sottoposti a stress, conflitti distruttivi e divisioni. Perciò è molto importante riuscire a trovare mezzi abili che ci aiutino ad esprimere le nostre potenzialità nella interazione e a sentirci in equilibrio con noi stessi e con gli altri.

Inoltre, le numerose osservazioni all’interno di organizzazioni ampie e complesse hanno fatto emergere, nella nostra esperienza diretta, l’evidenza di come sia proprio il contesto relazionale a determinare in modo significativo la possibilità di realizzare un “risultato sostenibile”. Con queste parole, “risultato sostenibile”,  vogliamo indicare una dimensione di osservazione che supera il mero concetto di performance/risultato. Desideriamo  includere fra i fattori che misurano l’efficacia, oltre alla effettiva capacità di realizzare un obiettivo attraverso le competenze, anche l’impatto positivo generato, o conservato, sulle persone, sul contesto di intervento e più in generale sulla Società.

 

Un movimento inclusivo

La Relazione Consapevole

Nel profondo di queste considerazioni, che sono ampiamente diffuse oggi e manifeste in diversi ambiti (Leggi l’articolo: Società Benefit il Perché di una scelta ), è a nostro avviso  implicito un importante cambio di punto di vista nella definizione di benessere. Per poter affrontare l’argomento in modo autentico, occorre un passaggio da una visione puramente individuale a una di tipo  condiviso. Ma non si tratta di un cambiamento che vuole escludere o sacrificare l’aspetto dell’individuo. Tutt’altro, è un movimento che combina allo stesso tempo l’attenzione al proprio benessere e alla valorizzazione delle proprie risorse  con il concetto di benessere  condiviso. Se ci pensiamo, la possibilità degli individui di accedere a buone opportunità di crescita per sé stessi, anche interiore,  è un requisito necessario per poter riuscire a contribuire attivamente ed efficacemente al beneficio comune.  È la consapevolezza della Interdipendenza. Un movimento di inclusione nella nostra sfera di impatto.

Pensiamo che il potenziale di ogni sviluppo sostenibile risieda nella capacità e possibilità di ognuno di gestire relazioni consapevoli ed equilibrate con sé stessi, gli altri e l’ambiente. (leggi l’articolo: Ti Raccontiamo il Progetto MindfulNetLife). Per questo abbiamo scelto anche attraverso questo iniziale lavoro di condivisione, di dedicare il nostro impegno personale e professionale alla cura delle relazioni. Dedicarci  alla individuazione e promozione di modelli virtuosi che servano da premessa e fondamento profondo per contribuire ad uno sviluppo umano e sociale consapevole, equilibrato e generativo.

La Connessione con le Radici

Questo lavoro è il frutto delle nostre ricerche, dei nostri studi e delle nostre personali esperienze, che sono in continua evoluzione e sviluppo.  Scegliamo di provare a dare un nostro contributo nel tentativo di raccogliere, riordinare e ricomporre elementi di conoscenza e saggezza che già appartengono all’umanità da diversi millenni. Niente di nuovo. Come tessere di un puzzle, cerchiamo di comporre alcune immagini, analogie e risonanze che a nostro avviso possono ben adattarsi ai contesti organizzativi e relazionali. Nozioni e stimoli che possono essere concretamente accessibili in tutti i contesti indipendentemente dalla cultura e dalle tradizioni di riferimento.

Ci siamo appassionati al tema della relazione anche attraverso la pratica della Mindfulness (leggi il nostro articolo Cos’è la mindfulness) e successivamente attraverso l’approfondimento dei significati e delle componenti filosofiche  alle sue radici. In particolare la filosofia buddista affrontata in maniera laica.  Attraverso i nostri studi e l’esperienza diretta abbiamo potuto toccare come la pratica della consapevolezza e lo sviluppo di attitudini e qualità contemplate in questa filosofia, consenta di  facilitare processi di crescita e di contribuire alla generazione di modalità di interazione più equilibrate e sostenibili.

(anche la comunicazione non violenta diventa occasione di pratica di consapevolezza in relazione. Leggi il nostro articolo: Cos’è la comunicazione non violenta)

Partiamo dalle parole e dalle definizioni

Abbiamo già raccontato (leggi l’articolo: le Parole sono importanti ) quanto riteniamo  importante  partire dalle parole e dalle definizioni,  anche nelle lingue di tradizioni che ne hanno ben incorporato il significato (come la lingua tibetana e la lingua sanscrita).

pratica dalla interdipendenza relazione consapevole sorgere dipendente

Nel Dizionario italiano (Fonte  “Nuovo Devoto-Oli digitale” – Mondadori Education 2021) possiamo trovare queste definizioni

InterdipendenzaRapporto di reciproca dipendenza

Dipendere: Trarre origine, derivare, provenire (+ da). Essere determinato, stabilito o condizionato da qualcosa

Reciprocità: Rapporto fra due entità, in quanto ciascuna di esse agisce sull’altra

Possiamo inoltre provare a cercare significati interessanti anche analizzando la parola che in tibetano:

རྟེན་འབྲེལ་ (rten ‘brel)

Sorgere dipendente

(online dictionary https://dictionary.christian-steinert.de – Berzin Definition)

Relazione dipendente. Le relazioni dipendenti si riferiscono al fatto che le cose (fenomeni) ཆོས་ si verificano in un processo di maturazione delle cause རྒྱུ་ e l’assemblaggio di condizioni རྐྱེན་.

(Tibetan-English Encyclopaedic Dictionary Version 5.50 January 1st, 2017)

 

Interdipendenza

Nel Nostro quotidiano

La Parola Interdipendenza è entrata ormai da tempo nel nostro gergo comune. Recentemente viene spesso utilizzata, ad esempio, quando si affrontano le tematiche legate alla sostenibilità e all’ambiente, alludendo allo stato di dipendenza reciproca esistente fra la “salute” del nostro ambiente e la possibilità compatibile di vita per il genere umano, gli altri esseri.  Oggi e nelle future generazioni. Vogliamo qui ampliare  l’esplorazione del significato di questo concetto, andando a recuperare approfondimenti dalla filosofia Buddista all’interno della quale, la parola interdipendenza, ha un ruolo centrale. Facciamo questo perché, la conoscenza profonda delle radici “orientali” di questo termine, pensiamo possa essere funzionale ad una comprensione più consapevole e profonda della nostra esperienza quotidiana, anche nell’ottica di introdurre modalità di relazione più in sintonia con le dinamiche che contraddistinguono le interazioni.

Precisazione

Il concetto di Interdipendenza, così come viene intesa all’interno del contesto Buddista, la complessità dei suoi significati e tutte le correlazioni filosofiche, psicologiche, religiose e pragmatiche che queste hanno nella cultura e nella vita quotidiana, sono talmente profonde e pervasive da richiedere necessariamente di procedere qui in modo graduale nella spiegazione , abbandonando peraltro fin da subito ogni vaga pretesa di poter trattare l’argomento in modo esaustivo. Per gli approfondimenti filosofici formali, raccomandiamo sempre di fare riferimento a testi e a insegnanti qualificati. Ci limiteremo qui ad introdurre l’argomento fornendo gli elementi minimi che, ad un livello grossolano che tuttavia reputiamo sufficiente, potranno fare emergere, almeno in modo intuitivo, quelle analogie che risulteranno applicabili e utili da evidenziare anche negli scenari organizzativi e relazionali attuali. Ci auguriamo anche che, eventualmente, questa introduzione possa stimolare nel lettore la curiosità per ulteriori approfondimenti, come è successo nel nostro caso.

Alcuni aspetti della interdipendenza

Procederemo ora ad illustrare alcuni aspetti fondamentali che sono alla base del concetto di interdipendenza:

  1. La Reciproca Dipendenza
  2. La Relazione Causa Condizioni Effetto
  3. L’Impermanenza
  4. La Relazione con le Parti
  5. La Relazione con la Mente che entra in contatto con un fenomeno
  6. L’assenza di Fenomeni Indipendenti

1 – Interessere : la Reciproca Dipendenza

Per cominciare ad entrare in contatto con la nostra preziosa parola  “interdipendenza”, pensiamo ci possa venire in aiuto la straordinaria capacità comunicativa del monaco Zen Thich Nhat Hanh che, con grande e profonda semplicità, introduce come segue l’argomento, mentre parla dal foglio del libro sul quale sono scritte le sue parole:

“(…) se sei un poeta, vedi chiaramente che in questo foglio di carta fluttua una nuvola. Senza nuvola non ci sarebbe pioggia – senza pioggia, gli alberi non possono crescere – senza alberi non possiamo fabbricare la carta. La nuvola è indispensabile perché esista la carta se; non c’è la nuvola non può esserci neanche il foglio di carta. Possiamo dire, quindi, che la nuvola e la carta Inter-sono. “interessere” è una parola che non si trova ancora nel dizionario; se combiniamo il verbo essere con il prefisso “Inter-“ abbiamo un nuovo verbo: interessere. (…)”

“(…) ogni cosa coesiste con esso.  Essere è interessere.  Non ci si può limitare a essere per conto proprio, bisogna interessere con tutte le altre cose. Questo foglio di carta esiste perché esiste tutto il resto (…)”.

“(…) Guardando le cose in questo modo ci rendiamo conto che il foglio di carta è composto interamente di elementi di “non-carta”, e che se dovessimo restituire alla fonte uno qualunque di questi elementi non cartacei la carta non ci sarebbe proprio (…)”

(Tratto da “L’altra riva del fiume” – Thich Nhat Hanh – Terra Nuove Edizioni)

Dipendere

La relazione reciproca e dipendente è la prima delle caratteristiche interessanti che emergono da questo concetto e che vogliamo includere fra i nostri punti di osservazione nelle relazioni. Per quanto  possa sembrare acquisito e chiaro, ci basta poco per osservare nella nostra esperienza  quanto, in realtà , siamo abituati a sottovalutare la reciprocità. Trascuriamo spesso nelle nostre azioni gli effetti della interdipendenza che non si limitano mai  ai soli confini che siamo abituati a osservare.

2 – Il Sorgere Dipendente : Cause, Condizioni e Risultati

Un’altro tassello interessante è quello della relazione Causa ed Effetto. Nella Filosofia Buddista,་viene ampiamente presentata e trattata questa caratteristica che qualifica la relazione di dipendenza. La Realtà, la nostra esperienza,  è composta da molteplici aspetti, contributi e fenomeni che , appunto nella relazione di dipendenza, sono da considerarsi come Risultati di cause precedenti.

“(…) Detto in altri termini, se c’è una causa puo’ maturare un effetto e se un effetto è maturato, significa che c’è stata una causa (…)”

(Tratto da: Rinpoche, Lama Thamthog. La saggezza di Buddha: Come raggiungere la vera pace –  MONDADORI.)

Lo sappiamo bene che i risultati sono i frutti delle cause e delle condizioni che generiamo, curiamo e incontriamo. Ne facciamo esperienza quotidiana osservando i risultati dei nostri sforzi, e ripensando al lungo percorso che abbiamo fatto attraverso ciò abbiamo imparato e agito. Ad esempio, lo vediamo nella quantità di esperienze accumulate in diversi contesti e che sommandosi ci hanno portato dove siamo oggi, passo dopo passo. Cause, Condizioni e Risultati. Nel “bene e nel male”.

Semplice ma non banale

Anche questo è uno di quei concetti che sembrano ovvi ma che, osservati da vicino presentano sempre nuove occasioni di meraviglia e novità mentre ne affrontiamo il graduale approfondimento progressivo. Oltre al rapporto con noi stessi, la relazione con l’altro  è il terreno di gioco prediletto nel quale ad esempio sperimentiamo le azioni e reazioni dell’esprimere, del comprendere dell’interpretare, del rispondere e reagire etc. etc. In questo ben conosciuto “palleggio” tra le parti  però, ogni tanto trascuriamo ad esempio che in quelle relazioni convergono e sono presenti le somme di tutte le cause , condizioni ed effetti che hanno costruito il cammino di ognuno e che sono ignoti all’altro. C’è sempre una causa ma non sempre ci è chiara.

 

3 – L’impermanenza

Abbiamo già avuto modo di introdurre il tema del cambiamento in un precedente articolo (Leggi l’articolo : Cambiamento Continuo) dando evidenza di come questo  sommarsi continuo di cause, condizioni e risultati, generi nella nostra esperienza un flusso di fenomeni in continuo cambiamento.

“(…) Tutto è correlato: i fenomeni, le esperienze, gli esseri umani e non umani. Niente esiste in modo statico: tutto è in continuo cambiamento. E il cambiamento è un fatto reale, che dimostra in modo evidente l’interdipendenza dei fenomeni. Se cambia la causa, infatti, cambia l’effetto: è la ragione per cui i mondi cambiano, gli esseri umani cambiano, la mente cambia  (…)”

(Tratto da: Rinpoche, Lama Thamthog. La saggezza di Buddha: Come raggiungere la vera pace – MONDADORI.)

 

Due Tipi di Impermanenza

cambiamento continuo imparmanenza

Impermanenza, significa non permanente, ovvero non eterno. Mutevole, transitorio. Nella filosofia Buddista si può distingue fra quella che viene chiamata impermanenza “grossolana” e quella nominata “sottile”. Questa distinzione fa riferimento a diversi livelli di comprensione, progressivamente più profondi, che si possono attraversare maturando nella pratica.

La prima (l’impermanenza grossolana) è quella più semplicemente percepibile e visibile come, ad esempio, osservare il fatto che quando una candela finisce, anche la fiamma si spegne, oppure il riconoscere in modo superficiale la transitorietà dei cicli di vita. Semplificando al massimo: la constatazione che “le cose” iniziano e, prima o poi, finiscono. La comprensione della seconda (l’impermanenza sottile) richiede invece la maturazione della consapevolezza, non solo concettuale, che questa transitorietà non compare “come per magia” ad un certo punto della storia. Il lavoro graduale e progressivo dell’impermanenza è presente continuamente.

Istante dopo istante, nei componenti, nelle cause e condizioni, i fenomeni mutano e si muovono senza fermarsi nel processo del “diventare”.

4 – Il sorgere dipendente da parti

Ancora una ulteriore considerazione può essere fatta portando la comprensione del sorgere dipendente e della interdipendenza in una relazione che è funzione dalle parti. Possiamo dire che una qualsiasi realtà (fenomeno, esperienza, oggetto) è anche dipendente da tutte le sue componenti ed essa non può essere identificata indipendentemente dalle parti e dalle rispettive caratteriste. Già possiamo intravedere e anticipare come questa caratteristica, con le altre, risuoni molto con i contenuti della la teoria dei sitemi generali applicata nelle organizzazioni. Lo vedremo a breve.

Possiamo fare qualche esempio di questa “composizione da parti” dei fenomeni :

  • un’ora è composta da sessanta minuti;
  • una sedia è composta da una seduta, delle gambe e uno schienale;
  • una macchina è composta da tutte le parti che ne consentono la costruzione e il funzionamento;

Non c’è sedia senza gambe, non ci sono gambe se non in funzione di un tavolo. Questo anche se il tavolo non è le sue gambe e le sue gambe non sono il tavolo.

 

5 – Il sorgere dipendente dalla relazione con la Mente che entra in contatto con un fenomeno.

Un ultimo aspetto che vogliamo portare in evidenza è quello della relazione di dipendenza non solo basata sul fenomeno causa effetto o derivante dalla composizione di parti, ma basata sulla dipendenza dalla mente che osserva un fenomeno.  I fenomeni dipendono anche dalla coscienza che li riconosce e li definisce, dipendono dalla mente che osserva e che attraverso la sua soggettività la “interpreta” e gli da un nome. Questo ultimo aspetto presenta diverse complessità dal punto vista filosofico. Lo presentiamo qui solo in modo estremamente semplificato come stimolo per focalizzare quel tipo di  dipendenza che esiste fra ciò che consideriamo verità e la nostra stessa attività mentale (più o meno consapevole) che interpreta la realtà in base alle diverse proprie esperienze e assegna etichette soggettive a ciò che vediamo.

“(…) I fenomeni sono distinti in prodotti (composti, impermanenti) e non prodotti  (non composti, permanenti), ma all’interno di queste due categorie non ne esiste alcuno che non dipenda dalle proprie parti, dell’attribuzione di un nome fatta da una mente, o in aggiunta anche da cause e condizioni, ossia ogni fenomeno è stabilito essere un sorgere-dipendente.

(Tratto da “Vacuità e Sorgere dipendente” – Khensur Ciampa Thegciog– La Ruota del Dharma )

La Teoria dei Sistemi

Dopo aver introdotto L’interdipendenza e prima di procedere parlando di Organizzazione, ci sembra opportuno qui richiamare alcuni tratti caratteristici della Teoria Generale dei Sistemi . Questo perché riteniamo possa essere utile sottolineare alcune analogie con quello che abbiamo appena visto.

Nel Dizionario italiano (Fonte  “Nuovo Devoto-Oli digitale” – Mondadori Education 2021) possiamo trovare queste definizioni

Sistema: Connessione di elementi in un tutto organico e funzionalmente unitario

Organico: Coordinato in modo rigorosamente funzionale

Organismo: Ente strutturato e organizzato per svolgere funzioni specifiche

Interazione e Sistemi

Leggendo poi l’interessantissimo libro “La Pragmatica della comunicazione umana” di P.Watzlawick , troviamo che la interazione, che possiamo qui interpretare come la  somma delle relazioni  fra le parti eterogenee che compongono una organizzazione, può essere considerata appunto come  un sistema, facendo  riferimento alla Teoria Generale dei Sistemi (già riconosciuta e studiata in ambiti multidisciplinari che includono da esempio la psicologia, biologia, ingegneria, economia etc. etc). In questi sistemi (organizzazioni e gruppi di persone) in un certo tempo, avvengono processi di azione, reazione:

“Lennard e Bernstein si sono espressi in questi termini: Un sistema implica un certo lasso di tempo. Per sua natura un sistema è costituito da una interazione, e questo significa che un processo sequenziale di azione e reazione deve aver luogo prima che si possa descrivere qualsiasi stato del sistema o qualsiasi cambiamento di stato. (94, pp. 13-14)

(Tratto da “La Pragmatica della Comunicazione Umana” Paul Watzlawick)

Processi di Azione e Reazione, causa-effetto proprio come abbiamo visto parlando della interdipendenza.

Non è nostra intenzione trattare qui in modo diffuso il tema della teoria dei sistemi ma prima di procedere oltre, vogliamo scorrere rapidamente il senso di tre macro caratteristiche dei sistemi.

Le Caratteristiche dei sitemi

Le caratteristiche principali dei sistemi aperti sono: la Totalità, La Retroazione e l’Equifinalità. La totalità fa riferimento al fatto che ogni parte di un sistema è in relazione con le altre parti che lo compongono tanto che ogni cambiamento in una parte genera un cambiamento in tutte le parti e tutto il sistema: questo elemento riporta anche l’attenzione sul fatto che un sistema non è la somma di elementi individuali perché in esso si aggiunge la importate componente della relazione fra le parti. Parlando di retroazione si intende quell’aspetto di circolarità di impatto nel principio di causa-effetto osservato nei sistemi in cui lo stato attuale è sempre un elemento di alimentazione dei successivi sviluppi generando potenzialità di stabilità o instabilità in base a come le parti si relazionano con questi fenomeni. L’ultima caratteristica presentata è quella dell’equifinalità che descrive come i cambiamenti che avvengono in una sistema circolare in grado di autoregolarsi non sono tanto determinati dallo stato iniziale ma dipendono dai processi dinamici che si innescano e dalle caratteristiche degli elementi che le compongono.

 

Le Organizzazioni

Parlando di Organizzazioni, in questo momento, ci limiteremo ad evocare a livello macroscopico, attraverso una definizione, le analogie e le risonanze con i temi trattati in precedenza. G.Spina all’inizio del suo libro “La Gestione delle Imprese”, nella sua analisi sul sistema-impresa (che riteniamo possa essere applicabile in ogni altra tipologia di organizzazione), ricorda che si tratta di sistemi complessi a causa del numero, dalla eterogeneità delle parti e della struttura delle loro relazioni. Inoltre, sono dotati di finalità che condizionano le strategie, i comportamenti adottati, la struttura degli obiettivi generali e parziali e i processi di decisione. Sono infine sistemi aperti e dinamici che interagiscono con il contesto socioeconomico. Avremo modo in successivi articoli di procedere in ulteriori analisi e approfondimenti.

Troviamo non solo affascinante ma molto concreta nella nostra esperienza quotidiana questa analogia delle organizzazioni con la teoria dei sistemi che ci consente ,nella sua presentazione, di focalizzare ora alcune parole chiave che ci aiuteranno nello sviluppo dei prossimi passi parlando di organizzazioni interazione, relazione, interdipendenza, retroazione, causa-effetto , sorgere dipendente, cambiamento, autoregolazione dinamica, impermanenza, complessità, parti.

Dopo questa breve introduzione possiamo sintetizzare dicendo che scegliamo di portare la nostra attenzione alle organizzazioni, che sono caratterizzate dalle proprietà dei sistemi interattivi aperti e dalla interdipendenza, ed in particolare  il nostro centro di osservazione è la  relazione.

La Relazione Consapevole : la Pratica della Interdipendenza

Possiamo dire che , il percorso che gradualmente ci porta ad avere una chiara consapevolezza delle relazioni anche attraverso la comprensione delle dinamiche che le definiscono , ci permette di scegliere momento per momento i comportamenti che generano impatti positivi e rinunciare alle abitudini e alle modalità violente di relazione che portano ad effetti negativi. In Pratica si tratta di dotarci di un mezzo abile per comprendere e migliorare la qualità delle relazioni.

L’interdipendenza , ha un ruolo determinante  nel nostro modo di osservare i contesti organizzati, esso introduce e supporta filosoficamente, concettualmente e concretamente il nucleo del nostro modello di riferimento , ovvero la Relazione Consapevole.

Una definizione

La Relazione Consapevole è quella attitudine, che può essere coltivata, nel mantenere  e riportare costantemente la nostra consapevolezza sulle evidenze e manifestazioni del rapporto di dipendenza presente  nelle interazioni fra esseri, fra fenomeni e contesti. 

Nel complesso della nostra esperienza psico-corporea, è una forma di attenzione equanime applicata alle relazioni (con noi stessi, con gli altri e l’ambiente),  è una intenzione volontaria e non giudicante rivolta alla osservazione delle caratteristiche della Interdipendenza come:

La Relazione Reciproca, La Relazione  Causa-Condizione-Effetto, L’impermanenza, L’assenza di fenomeni indipendenti, La dipendenza dalle parti e la dipendenza dalla nostra mente che entra in rapporto con un qualsiasi fenomeno.

La Relazione Consapevole ci permette di ampliare il campo di osservazione, potenziando la possibilità di comprendere in modo lucido e presente la realtà e le relazioni.  Questa attitudine, rappresenta il cuore del nostro modello di leadership e di gestione delle relazioni.

Esempi di contestualizzazione della interdipendenza

Eseguendo, con la nostra immaginazione un volo sopra gli argomenti esposti, possiamo immaginare di raccogliere degli spunti di significato che possono essere riconoscibili e già familiari nei contesti organizzati o in generale nella relazione:

Pensiamo a:
  • gruppi di persone come elemento aggregato, come elemento composto da parti: gli individui singoli e il gruppo stesso influenzati dai “fiumi intrecciati” del sorgere dipendente, proprio di ogni componente.
  • alla complessità del costruire e produrre qualcosa come risultato di cause e condizioni: alcune note e in parte governabili e altre non note o non visibili.
  • gli infiniti “universi interiori” individuali e alle lunghe catene di cause-condizioni-risultato che stanno nascosti dietro alle modalità di relazione che abbiamo con gli altri (nascosti agli altri ma spesso nascosti a noi stessi)
  • gli infiniti “universi interiori” degli altri e alle lunghe catene di cause-condizioni-risultato che noi ignoriamo e che stanno nascosti dietro alle modalità di relazione che hanno con noi e che spesso giudichiamo con superficialità
e ancora
  • alla abitudine di attribuire, nella nostra mente, etichette e nomi a situazioni o comportamenti delle persone, finendo poi per credere  che esse siano realmente come noi le abbiamo percepite.
  • al continuo mutare della realtà esterna  (incertezza di base non controllabile) in relazione alla nostra attitudine ad attenderci sempre risultati riproducibili e certi.
  • alla rigidità con la quale spesso ci attacchiamo alle nostre opinioni.
  • alla complessità e al continuo mutare dei nostri stati interiori. Pensiamo ai contributi di tutte le nostre esperienze a ciò continuiamo a diventare, mentre ci rendiamo conto di non sentirci riconosciuti dai pregiudizi e dalle “etichette indelebili” che ci affibbiano gli altri e noi stessi.
  • Pensiamo alla sensazione di conoscere tutti questi concetti, mentre osserviamo la nostra reazione di disagio e sorpresa difronte ad un evento inatteso, con tutte le conseguenze emotive del caso.
  • etc.

Per Concludere

Per oggi ci fermiamo qui.

Nella certezza  che non siamo sempre coscienti di tutte le proprietà che abbiamo fino a qui descritto e che descrivono “l’essere in relazione”.

Questa è una questione di consapevolezza, è una questione  di quanta da parte di  “mondo” consideriamo nel nostro schema di riferimento

“… Un fenomeno resta inspiegabile finché il campo di osservazione non è abbastanza ampio da includere il contesto in cui il fenomeno si verifica. Se l’osservatore non si rende conto del viluppo di relazioni tra un evento e la matrice in cui esso si verifica, tra un organismo e il suo ambiente, o è posto di fronte a qualcosa di ‘misterioso ‘ oppure è indotto ad attribuire al suo oggetto di studio certe proprietà che l’oggetto può non avere. “

(Tratto da: La Pragmatica della comunicazione umana – P. Watzlawick , J.H. Beavin, Don D.  Jackson)

Molte domande possono sorgere da questo spunto di riflessione:

Un primo obiettivo

Quindi il primo obiettivo da raggiungere, secondo noi,  per puntare a relazioni più sostenibili è comprendere le caratteristiche della interdipendenza e successivamente accompagnarci con gradualità nella pratica e nella esperienza. Giorno dopo giorno. Estendendo piano piano il nostro cerchio si ascolto e impatto. (Vi racconteremo nei prossimi articoli le nostre modalità di facilitazione)

Dopo questa pioggia di parole e ragionamenti possiamo lasciare le conclusioni a Thich Nahat Hanh

“(…) Essere o non essere, questo non è più il problema, il problema è una questione di interessere (…)”

(Tratto da “L’altra riva del fiume” – Thich Nhat Hanh – Terra Nuove Edizioni)

Alcuni Spunti Bibliografici

  • Cultura d’Azienda e Leadership – E.H.Schein
  • Farsi Capire, Anna Maria Testa
  • Il cuore della saggezza – J. Goldstein, J. Kornfield
  • Il miracolo della presenza mentale. Un manuale di meditazione. Thich Nhat Hanh
  • La Gestione dei Gruppi – Raffaele Mastromarino
  • La Gestione dell’impresa – Gianluca Spina – Rizzoli
  • La meditazione mindfulness Neuroscienze, filosofia e spiritualità – Franco Fabbro
  • La terapia centrata sul cliente – C.Rogers
  • La saggezza di Buddha, come raggiungere la vera pace – Lama Thamtog Rimpoche
  • L’altra riva del fiume. Thich nhat hanh
  • Mindfulness: una guida pratica al risveglio – J. Goldstein – Ubaldini Editore
  • Pragmatica della comunicazione umana – Watzlawick, Beavin, Jackson
  • Vivere Momento per Momento Jon Kabat Zinn
  • Vacuità e Sorgere Dipendente – Khensur Ciampa Thegciog
  • Lam Rim Chen Mo – Tsong-Kha-pa – Istituto Samatabhadra

Altri Link Utili

Cosa sono le società benefit

Leggi il nostro articolo sulla importanza della relazione dal Purpose all’impatto

Leggi la nostra Pagina Trasparenza che contiene La nostra relazione di impatto.

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