Interdipendenza, con questo articolo vogliamo sintetizzare un pò di concetti e caratteristiche collegati.

 

Partiamo dalle parole e dalle definizioni

Abbiamo già raccontato  quanto riteniamo  importante  partire dalle parole e dalle definizioni (leggi l’articolo: le Parole sono importanti ),  anche nelle lingue di tradizioni che ne hanno ben incorporato il significato (come la lingua tibetana e la lingua sanscrita).

pratica dalla interdipendenza relazione consapevole sorgere dipendente

Nel Dizionario italiano (Fonte  “Nuovo Devoto-Oli digitale” – Mondadori Education 2021) possiamo trovare queste definizioni

InterdipendenzaRapporto di reciproca dipendenza

Dipendere: Trarre origine, derivare, provenire (+ da). Essere determinato, stabilito o condizionato da qualcosa

Reciprocità: Rapporto fra due entità, in quanto ciascuna di esse agisce sull’altra

Possiamo inoltre provare a cercare significati interessanti anche analizzando la parola che in tibetano:

རྟེན་འབྲེལ་ (rten ‘brel)

Sorgere dipendente

(online dictionary https://dictionary.christian-steinert.de – Berzin Definition)

Relazione dipendente. Le relazioni dipendenti si riferiscono al fatto che le cose (fenomeni) ཆོས་ si verificano in un processo di maturazione delle cause རྒྱུ་ e l’assemblaggio di condizioni རྐྱེན་.

(Tibetan-English Encyclopaedic Dictionary Version 5.50 January 1st, 2017)

 

Interdipendenza

Nel Nostro quotidiano

La Parola Interdipendenza è entrata ormai da tempo nel nostro gergo comune. Recentemente viene spesso utilizzata, ad esempio, quando si affrontano le tematiche legate alla sostenibilità e all’ambiente, alludendo allo stato di dipendenza reciproca esistente fra la “salute” del nostro ambiente e la possibilità compatibile di vita per il genere umano, gli altri esseri.  Oggi e nelle future generazioni. Vogliamo qui ampliare  l’esplorazione del significato di questo concetto, andando a recuperare approfondimenti dalla filosofia Buddista all’interno della quale, la parola interdipendenza, ha un ruolo centrale. Facciamo questo perché, la conoscenza profonda delle radici “orientali” di questo termine, pensiamo possa essere funzionale ad una comprensione più consapevole e profonda della nostra esperienza quotidiana, anche nell’ottica di introdurre modalità di relazione più in sintonia con le dinamiche che contraddistinguono le interazioni. Tutti i concetti che vedremo , trovano fortissime analogie e similitudini anche nelle nostre tradizioni occidentali restituendo loro una validità che supera i confini delle culture che li citano.

 

interdipendenza

Precisazione

Il concetto di Interdipendenza, così come viene intesa all’interno del contesto Buddista, la complessità dei suoi significati e tutte le correlazioni filosofiche, psicologiche, religiose e pragmatiche che queste hanno nella cultura e nella vita quotidiana, sono talmente profonde e pervasive da richiedere necessariamente di procedere qui in modo graduale nella spiegazione , abbandonando peraltro fin da subito ogni vaga pretesa di poter trattare l’argomento in modo esaustivo. Per gli approfondimenti filosofici formali, raccomandiamo sempre di fare riferimento a testi e a insegnanti qualificati. Ci limiteremo qui ad introdurre l’argomento fornendo gli elementi minimi che, ad un livello grossolano che tuttavia reputiamo sufficiente, potranno fare emergere, almeno in modo intuitivo, quelle analogie che risulteranno applicabili e utili da evidenziare anche negli scenari organizzativi e relazionali attuali. Ci auguriamo anche che, eventualmente, questa introduzione possa stimolare nel lettore la curiosità per ulteriori approfondimenti, come è successo nel nostro caso.

Alcuni aspetti della interdipendenza

Procederemo ora ad illustrare alcuni aspetti fondamentali che sono alla base del concetto di interdipendenza:

  1. La Reciproca Dipendenza
  2. La Relazione Causa Condizioni Effetto
  3. L’Impermanenza
  4. La Relazione con le Parti
  5. La Relazione con la Mente che entra in contatto con un fenomeno
  6. L’assenza di Fenomeni Indipendenti

1 – Interessere : la Reciproca Dipendenza

Per cominciare ad entrare in contatto con la nostra preziosa parola  “interdipendenza”, pensiamo ci possa venire in aiuto la straordinaria capacità comunicativa del monaco Zen Thich Nhat Hanh che, con grande e profonda semplicità, introduce come segue l’argomento, mentre “parla dal foglio del libro” sul quale sono scritte le sue parole:

“(…) se sei un poeta, vedi chiaramente che in questo foglio di carta fluttua una nuvola. Senza nuvola non ci sarebbe pioggia – senza pioggia, gli alberi non possono crescere – senza alberi non possiamo fabbricare la carta. La nuvola è indispensabile perché esista la carta se; non c’è la nuvola non può esserci neanche il foglio di carta. Possiamo dire, quindi, che la nuvola e la carta Inter-sono. “interessere” è una parola che non si trova ancora nel dizionario; se combiniamo il verbo essere con il prefisso “Inter-“ abbiamo un nuovo verbo: interessere. (…)”

“(…) ogni cosa coesiste con esso.  Essere è interessere.  Non ci si può limitare a essere per conto proprio, bisogna interessere con tutte le altre cose. Questo foglio di carta esiste perché esiste tutto il resto (…)”.

“(…) Guardando le cose in questo modo ci rendiamo conto che il foglio di carta è composto interamente di elementi di “non-carta”, e che se dovessimo restituire alla fonte uno qualunque di questi elementi non cartacei la carta non ci sarebbe proprio (…)”

(Tratto da “L’altra riva del fiume” – Thich Nhat Hanh – Terra Nuove Edizioni)

Dipendere

La relazione reciproca e dipendente è la prima delle caratteristiche interessanti che emergono da questo concetto e che vogliamo includere fra i nostri punti di osservazione nelle relazioni. Per quanto  possa sembrare acquisito e chiaro, ci basta poco per osservare nella nostra esperienza  quanto, in realtà , siamo abituati a sottovalutare la reciprocità. Trascuriamo spesso nelle nostre azioni gli effetti della interdipendenza che non si limitano mai  ai soli confini che siamo abituati a osservare.

2 – Il Sorgere Dipendente : Cause, Condizioni e Risultati

Un’altro tassello interessante è quello della rapporto Causa ed Effetto. Nella Filosofia Buddista,་viene ampiamente presentata e trattata questa caratteristica che qualifica la relazione di dipendenza. La Realtà, la nostra esperienza,  è composta da molteplici aspetti, contributi e fenomeni che , appunto nella relazione di dipendenza, sono da considerarsi come Risultati di cause precedenti.

“(…) Detto in altri termini, se c’è una causa puo’ maturare un effetto e se un effetto è maturato, significa che c’è stata una causa (…)”

(Tratto da: Rinpoche, Lama Thamthog. La saggezza di Buddha: Come raggiungere la vera pace –  MONDADORI.)

Lo sappiamo bene che i risultati sono i frutti delle cause e delle condizioni che generiamo, curiamo e incontriamo. Ne facciamo esperienza quotidiana osservando i risultati dei nostri sforzi, e ripensando al lungo percorso che abbiamo fatto attraverso ciò abbiamo imparato e agito. Ad esempio, lo vediamo nella quantità di esperienze accumulate in diversi contesti e che sommandosi ci hanno portato dove siamo oggi, passo dopo passo. Cause, Condizioni e Risultati. Nel “bene e nel male”.

Semplice ma non banale

Anche questo è uno di quei concetti che sembrano ovvi ma che, osservati da vicino presentano sempre nuove occasioni di meraviglia e novità mentre ne affrontiamo il graduale approfondimento progressivo. Oltre al rapporto con noi stessi, la relazione con l’altro  è il terreno di gioco prediletto nel quale ad esempio sperimentiamo le azioni e reazioni dell’esprimere, del comprendere dell’interpretare, del rispondere e reagire etc. etc. In questo ben conosciuto “palleggio” tra le parti  però, ogni tanto trascuriamo ad esempio che in quelle relazioni convergono e sono presenti le somme di tutte le cause , condizioni ed effetti che hanno costruito il cammino di ognuno e che sono ignoti all’altro. C’è sempre una causa ma non sempre ci è chiara.

 

3 – L’impermanenza

Abbiamo già avuto modo di introdurre il tema del cambiamento in un precedente articolo (Leggi l’articolo : Cambiamento Continuo) dando evidenza di come questo  sommarsi continuo di cause, condizioni e risultati, generi nella nostra esperienza un flusso di fenomeni in continuo cambiamento.

“(…) Tutto è correlato: i fenomeni, le esperienze, gli esseri umani e non umani. Niente esiste in modo statico: tutto è in continuo cambiamento. E il cambiamento è un fatto reale, che dimostra in modo evidente l’interdipendenza dei fenomeni. Se cambia la causa, infatti, cambia l’effetto: è la ragione per cui i mondi cambiano, gli esseri umani cambiano, la mente cambia  (…)”

(Tratto da: Rinpoche, Lama Thamthog. La saggezza di Buddha: Come raggiungere la vera pace – MONDADORI.)

 

Due Tipi di Impermanenza

cambiamento continuo imparmanenza

Impermanenza, significa non permanente, ovvero non eterno. Mutevole, transitorio. Nella filosofia Buddista si può distingue fra quella che viene chiamata impermanenza “grossolana” e quella nominata “sottile”. Questa distinzione fa riferimento a diversi livelli di comprensione, progressivamente più profondi, che si possono attraversare maturando nella pratica.

La prima (l’impermanenza grossolana) è quella più semplicemente percepibile e visibile come, ad esempio, osservare il fatto che quando una candela finisce, anche la fiamma si spegne, oppure il riconoscere in modo superficiale la transitorietà dei cicli di vita. Semplificando al massimo: la constatazione che “le cose” iniziano e, prima o poi, finiscono. La comprensione della seconda (l’impermanenza sottile) richiede invece la maturazione della consapevolezza, non solo concettuale, che questa transitorietà non compare “come per magia” ad un certo punto della storia. Il lavoro graduale e progressivo dell’impermanenza è presente continuamente.

Istante dopo istante, nei componenti, nelle cause e condizioni, i fenomeni mutano e si muovono senza fermarsi nel processo del “diventare”.

 

4 – Il sorgere dipendente da parti

Ancora una ulteriore considerazione può essere fatta portando la comprensione del sorgere dipendente e della interdipendenza in una relazione che è funzione dalle parti. Possiamo dire che una qualsiasi realtà (fenomeno, esperienza, oggetto) è anche dipendente da tutte le sue componenti ed essa non può essere identificata indipendentemente dalle parti e dalle rispettive caratteriste.

Possiamo fare qualche esempio di questa “composizione da parti” dei fenomeni :

  • un’ora è composta da sessanta minuti;
  • una sedia è composta da una seduta, delle gambe e uno schienale;
  • una macchina è composta da tutte le parti che ne consentono la costruzione e il funzionamento;

Non c’è sedia senza gambe, non ci sono gambe se non in funzione di un tavolo. Questo anche se il tavolo non è le sue gambe e le sue gambe non sono il tavolo.

 

5 – Il sorgere dipendente dalla relazione con la Mente che entra in contatto con un fenomeno.

Un ultimo aspetto che vogliamo portare in evidenza è quello della relazione di dipendenza non solo basata sul fenomeno causa effetto o derivante dalla composizione di parti, ma basata sulla dipendenza dalla mente che osserva un fenomeno.  I fenomeni dipendono anche dalla coscienza che li riconosce e li definisce, dipendono dalla mente che osserva e che attraverso la sua soggettività la “interpreta” e gli da un nome. Questo ultimo aspetto presenta diverse complessità dal punto vista filosofico. Lo presentiamo qui solo in modo estremamente semplificato come stimolo per focalizzare quel tipo di  dipendenza che esiste fra ciò che consideriamo verità e la nostra stessa attività mentale (più o meno consapevole) che interpreta la realtà in base alle diverse proprie esperienze e assegna etichette soggettive a ciò che vediamo.

“(…) I fenomeni sono distinti in prodotti (composti, impermanenti) e non prodotti  (non composti, permanenti), ma all’interno di queste due categorie non ne esiste alcuno che non dipenda dalle proprie parti, dell’attribuzione di un nome fatta da una mente, o in aggiunta anche da cause e condizioni, ossia ogni fenomeno è stabilito essere un sorgere-dipendente.

(Tratto da “Vacuità e Sorgere dipendente” – Khensur Ciampa Thegciog– La Ruota del Dharma )

 

6 – L’assenza di Fenomeni Indipendenti

Concludendo, per tutte le considerazioni sopra, possiamo dire che non esistono fenomeni che possono essere considerati indipendenti da altro.

 

Ecco queste cono le caratteristiche principali della Interdipendenza che abbiamo anche utilizzato nella nostra Definizione di Relazione Consapevole 

Questo è un estratto di un articolo più completo che descrive il nostro approccio alla Relazione Consapevole: La Pratica della Interdipendenza

In questo articolo focalizziamo l’importanza della Relazione dalla Definizione del Purpose alla generazione dell’impatto.

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