Oggi vediamo insieme cos’è la consapevolezza

Ti parlo di Consapevolezza perché è uno dei fondamenti concreti che stanno alla base della Relazione Consapevole (appunto)

Comincio subito col chiarirti che con consapevolezza non mi sto riferendo solo ad un concetto, una idea oppure a un elemento filosofico (anche se lo è in ogni caso). Non è solo una bella parola da incorniciare in post e raccontare come se fosse già acquisita.

Ma quando parlo di consapevolezza in questo contesto mi riferisco ad una qualità della mente precisa che si acquisisce attraverso

  • Pratica concerta e costante
  • Metodo
  • Perseveranza

(ed è una risorsa accessibile a tutti, superando le comuni difficoltà (grandi e piccole) di un cambiamento. Per nessuno è facile allenare la consapevolezza #possiamoanchedircelo)

E ricordiamo ancora le Parole di Franco Fabbro nel suo libro Mindfulness:

“In ogni istante della nostra vita possiamo essere consapevoli oppure inconsapevoli, non si dà una condizione terza [Kabat-Zinn 2004; 2006]. In genere, gli esseri umani passano la maggior parte della loro vita nell’inconsapevolezza, tendono ad agire come degli automi, con conseguenze potenzialmente gravi per sé stessi e per gli altri. Poiché la condizione di inconsapevolezza costa meno fatica della condizione di consapevolezza, essa viene prediletta dai più per una questione di pigrizia [Kahneman 2012]. La meditazione vipassanā (mindfulness) è uno dei training più efficaci per rieducare la mente alla consapevolezza.”

Consapevolezza e significati comuni

Ma cos’è la consapevolezza e quali sono i suoi significati in questo contesto ?

Come tante parole, anche consapevolezza è entrata nel gergo comune (è pure uin po’ di moda insieme alla parola mindfulness) ma troppo spesso a mio avviso questo avviene senza la necessaria cura nell’entrare nel significato di questa parola. Questo genera un rischio di non poter accedere o trascurare il reale contributo che questo tema può portare nella nostra vita provata e anche lavorativa.

Sento spesso associare la parola Consapevolezza al pensare, il comprendere concettuale e razionale, stare attenti, capire.

Questi però sono solo alcuni elementi minori che compongono il processo della consapevolezza che peraltro non ha una sua espressione puntuale e isolata nel tempo:

Tipo

“Oggi ho capito cosa voglio dalla mia vita” bene ora sono consapevole. Per sempre.”

“Ho compreso razionalmente che quella cosa è pericolosa bene ora sono consapevole. Non correrò più alcun rischio.”

“Oggi ho conosciuto questa cosa importate che prima non conoscevo e ora sono consapevole”

Beh, non proprio, queste possono essere utili, brillanti e anche doverose  manifestazioni del nostro processo intellettuale di ragionamento e conoscenza che però non rappresentano il ben più ampio e necessario processo che ci porta alla presenza costante alla flusso della nostra esperienza e che ci permette quanto meno di limitare progressivamente gli impatti degli automatismi e delle abitudini inconsapevoli che costantemente influiscono sulla nostra attenzione, sulla capacità continua di ragionare e comprendere  e sulle nostre azioni/reazioni.

Nei significati genericidi Consapevolezza che vengono utilizzati spesso  manca l’elemento del coltivare, del maturare una comprensione dal punto di vista esperienziale. Del lavoro continuo necessario per portare una comprensione razionale nel complesso dei nostri livelli di comprensione fino alla presenza continua  e a una concreta e stabile modifica dei nostri comportamenti.

 

Meccanismi Automatici

Lo abbiamo detto nella prima puntata, uno degli obiettivi della Relazione Consapevole (leggi cos’è la Relazione Consapevole nelle Organizzazioni) è proprio quello di recuperare la abilità e responsabilità di:

  • Osservare
  • Comprendere
  • E Scegliere

Allenandoci a creare uno spazio fra lo stimolo e la reazione all’interno del quale posso scegliere in modo lucido.

(Leggi anche l’articolo Restituire la Responsabilità )

Si i perché momento per momento, la nostra mente è influenzata da molti fattori (non perché è sbagliato ma perché funziona cos’ per abitudini) e se non ci alleniamo ad aggiornare il nostro database e a riconoscere nel momento presente (non reprimere, mi raccomando! Ma lo vedremo meglio) gli stimoli che emergono , tutta la nostra esperienza e interazione sarà gestita dai nostri schemi automatici comandati  di :

  • Meccanismi attacco, fuga, congelamento etc
  • Filtri (convinzioni, attaccamento alle nostre idee, aspettative, proiezioni, esperienze passare, timori …)
  • Elaborazioni (interpretazioni, proiezioni, pregiudizi, comparazioni …)
  • Abitudini
  • Condizionamenti (pregiudizi, contesto, gruppi di appartenenza, cultura, credenze, percezione di Giusto/Sbagliato)
  • Manifestazioni emotive che ci sequestrano
  • Emersione di bisogni che non riusciamo a comprendere

Proprio per questo obiettivo (di osservare e riconoscere), che parte come abbiamo già detto dal sé, la consapevolezza diventa il nostro strumento principale di lavoro.

Cos’è la Consapevolezza : una definizione

Possiamo dire che consapevolezza e l’abilità di riuscire a portare e mantenere la nostra attenzione in modo intenzionale e non giudicante, bilanciato e centrato sul presente, al processo dell’esperienza psicocorporea così come si svolge momento per momento.

E’ un fattore mentale, una qualità della mente che può essere coltivata e sviluppata, assieme ad altri fattori, come la concentrazione e la tranquillità, attraverso la meditazione e altre pratiche di consapevolezza (individuali ed in relazione)

Sempre per facilitare la coprensione attraverso le parole autorevoli di chie ha trattato e praticato la consapevolezza per molto tempo , voglio leggerti alcune citazioni secondo me rilevanti:

 

“Coltivare la consapevolezza vuol dire servirsi dell’attenzione in una maniera particolare: intenzionalmente, nel momento presente e in maniera non giudicante.”

”Nel caso della consapevolezza, questa esperienza diretta non è niente meno che la grande avventura della tua vita, che si dispiega momento per momento, cominciando da ora, da dove sei, dovunque ciò sia, per quanto difficile o impegnativa sia la tua situazione..”

“Meditazione è osservare deliberatamente il tuo corpo e la tua mente, lasciando che le esperienze scorrano di momento in momento e accettandole così come sono. Non significa rifiutare i pensieri o bloccarli o reprimerli. Non significa controllare alcunché, eccetto la direzione della tua attenzione.“

(Vivere momento per momento, J. Kabat Zinn – Corbaccio)

“La consapevolezza è non concettuale, non opera attraverso le parole, i simboli, è uno specchio che riflette ciò che è presente, senza giudicare, senza che ci sia un ego che definisce, che deforma, che interviene.”

“Allorché noi ci rendiamo conto che la pratica meditativa più profonda è la coltivazione di un atteggiamento e non la ricerca di un’esperienza speciale, allora tutta la nostra vita si apre e ogni attività può diventare un veicolo di risveglio. La vita è fatta di momenti. La pratica di consapevolezza è semplicemente la coltivazione dell’abilità di incontrare qualunque cosa emerge di momento in momento con totale presenza e a cuore aperto”

(Citazione di Carol Wilson contenuta nel libro di Corrado Pensa “l’intelligenza spirituale”)

Osservare, Comprendere e Scegliere (leggi l’articolo in merito)

Ecco quindi ricapitolando la consapevolezza è un sentiero graduale che richiede cura costante e metodo per riuscire a recuperare progressivsamente la capacità di

  • Osservare chiaramente e senza elaborazioni ciò che accade (in noi e nell’altro)
  • Comprendere chiaramente e valutare le conseguenze delle mie azioni su
  • E Scegliere

Scegliere cosa?

Scegliere ad esempio i comportamenti da abbandonare e quelli da continuare coltivare

In questa grande potenzialità che nella filosofia buddista è uno degli elementi associati al concetto di saggezza (riconoscere cosa coltivare e cosa abbandonare) si inserisce anche la possibilità di trovare e coltivare le risorse necessarie per il nostro percorso evoluzione e sviluppo personale (leggi cos’è la deep mindfulness)

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