Caro Manager ti scrivo,

così ti distrai un po’, e siccome sei molto impegnato, più forte ti scriverò…:

“fidati e dai sempre priorità alla Relazione”. 

Questa lettera, impregnata dalle note di Dalla, vorrei poter mandare oggi al “me” di parecchi anni fa quando, la miscela di inesperienza e mancanza di strumenti, ha determinato non pochi strappi nella rete di persone che mi sostenevano e che, soprattutto, avevo la responsabilità di sostenere nel mio ruolo di manager.

La mia ricetta per gli strappi?

🔸 solo efficienza e performance
🔸 conflitti rimasti sommersi e irrisolti
🔸 conflitti violenti e irrisolti
🔸 giudizi e scarsità di feedback efficace
🔸 focus su carriera e competizione
🔸 non parlare esplicitamente della relazione
🔸 ego e timore di perdere il controllo
🔸 bassa empatia, orgoglio
🔸 pochi strumenti per la consapevolezza di me è dell’altro
🔸 vabbè, potrei proseguire ….

Tutto a coprire il concreto “essere in contatto” con una comunità di persone che, per assurdo, non mettevo io nelle condizioni di esprimere il proprio meglio. (scopri perchè è importante curare la dimensione di comunità delle organizzazioni)

Ovviamente ognuno ha la sua parte di responsabilità nella relazione però, mi sembra talmente ovvio oggi il contributo che potevo dare, che non so come mi sia potuto sfuggire (dico questo mentre il mio ego ancora sghignazza)

Strappi nella rete e interdipendenza

Il problema non è tanto “fare uno strappo” ma farlo ripetutamente applicandosi come fosse un “metodo” (appoggiati peraltro dalle convenzioni e dalle abitudini) e poi …non ricucire mai .

I buchi restano e tutti fanno finta di niente fino a quando il nostro lenzuolo non regge più e si disgrega in mille pezzi.
Quel tessuto, quella trama, è la nostra interdipendenza (scopri cosa intendiamo per interdipendenza) il modo in cui esistiamo, dentro o fuori dal lavoro. La dipendenza reciproca richiede cura.
Possiamo progettare il processo più bello del mondo ma se quel tessuto è danneggiato, c’è poco da fare.

Questi strappi rimangono dentro alle persone (che spesso li propagano in molte altre forme) e rendono inefficaci le organizzazioni.

Cosa fare oggi ?

Allora, l’esperienza si matura col tempo.

Vero, ma attenzione: non basta, serve anche consapevolezza altrimenti passa solo del tempo sulle stesse rovine, senza avere la possibilità di costruire nulla.

Per quanto riguarda gli strumenti per la relazione, invece, oggi ne abbiamo fatto una professione insieme a Giovanni Faraone e Michela Vitali in MindfulNetLife (ecco il progetto mindfulnetlife)

Ecco alcuni mezzi abili che utilizziamo nei nostri percorsi di facilitazione (contattaci)

In aggiunta, comunicazione e scrittura efficaci. Per chiarirci e essere sempre chiari.

Manager ti scrivo … e tu cosa scriveresti al “te” di qualche anno fa per guidarlo?

 

Potrebbe interessarti il nostro articolo sulla nostra modalità di facilitazione.

Scopri anche il programma del Percorso:

Introduzione alla Relazione Consapevole in partenza a Settembre 2022: (Ecco l’articolo)

informazioni sul percorso introduzione alla relazione consapevole nelle organizzazioni

 

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